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LA FEDERAZIONE ITALIANA DIRITTI ANIMALI INTERVIENE
PER I RANDAGI ALBANESI

Rinviata di dieci giorni la "fucilazione" dei randagi di Perrenjas. Questo l'esito della riunione di ieri tra il sindaco Bajazet Karriqi e i rappresentanti dell' Associazione Animal Rights Albania (ARA). Nei prossimi dieci giorni l'ARA dovrà presentare un piano alternativo per la sterlizzazione e la vaccinazione dei randagi della cittadina albanese. Poi il sindaco, che aveva autorizzato l'abbattimento dei cani a decorrere dalla mezzanotte del 9 aprile, riesaminerà la situazione. Se il piano sarà giudicato valido e fattibile, allora il Comune di Perrenjas ritirerà definitivamente il provvedimento. La direttrice di ARA, Pezana Rexha, si è dichiarata "insoddisfatta" per il carattere "provvisorio" della decisione.
Sulla vicenda sono centinaia le e-mail di cittadini italiani pervenute all'Ambasciata del nostro Paese a Tirana. Di lunedì sera la lettera –appello al premier Sali Berisha inviata dall'ex ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla in rappresentanza della Federazione italiana diritti animali e ambiente.

L’antefatto – lunedì 9 aprile
A Perrenjas, Albania orientale, sta per consumarsi una strage: a partire dalla mezzanotte di oggi, lunedì 9 aprile, i cani randagi verranno uccisi a colpi di arma da fuoco. La barbara pratica, che include anche la cremazione dei cadaveri, è stata autorizzata dal sindaco della cittadina.
Le esecuzioni dovevano cominciare già giovedì 5 aprile, ma le pressioni degli animalisti albanesi le hanno fatte slittare. Anche ieri, domenica 8 aprile, le associazioni animaliste hanno manifestato contro la strage dei randagi. Animal Rights Albania è riuscita a ottenere un incontro con il sindaco di Perrenjas Bajazit Karrigi: il testa a testa dovrebbe avvenire oggi, entro poche ore.
L'unica speranza di evitare l'abbattimento dei cani sta nella buona riuscita di questo incontro: gli attivisti si presenteranno con un veterinario e un avvocato, cercando di far desistere il primo cittadino dal suo progetto. L'associazione ha già anticipato che si farà carico della sterilizzazione di 50 randagi e proporrà la sua alternativa all'uccisione.
"Purtroppo qui è comune risolvere il problema del randagismo a colpi di pistola – spiega Pezana Rexha, direttore esecutivo di Animal Rights Albania – Il nostro è un Paese culturalmente ricco e con un paesaggio stupendo, ma per quanto riguarda gli animali vi sono ancora molti passi da fare, nonostante vi sia una legge che dovrebbe tutelarli".
Ma il clima sta cambiando: "Sempre più persone hanno a cuore i problemi degli animali. Ora anche le autorità cittadine devono fare la loro parte ed accettare il nostro aiuto", continua Pezana Rexha.
L'associazione cercherà di convincere il sindaco a impiegare in maniera diversa i soldi stanziati per le uccisioni dei cani. C'è da augurarsi che ci riesca.

L’intervento – martedì 10 aprile
Prima azione sul fronte internazionale della Federazione Italiana Diritti Animali e Ambiente, in difesa dei randagi dell'Albania. In rappresentanza del nuovo organismo, che vede per la prima volta riunite le più importanti realtà del settore in una struttura di tipo federativo, l'on. Michela Vittoria Brambilla, ha inviato ieri, lunedì 9 aprile, una lettera-appello al primo ministro della Repubblica di Albania, Sali Berisha, "perché adoperi la Sua autorità" per impedire la strage di cani randagi annunciata a Perrenjas, davanti alla quale - spiega - "il nostro paese non può e non deve rimanere indifferente". Nella città dell'Albania orientale, infatti, il sindaco ha autorizzato, per combattere il randagismo, l'uso delle armi da fuoco. "L'Italia é pronta a fornire all'Albania, paese vicino e amico - comunica Carla Rocchi di Enpa, in una nota diffusa dalla Federazione - tutte le conoscenze delle procedure e gli aiuti per gestire in maniera civile e risolutiva il problema del randagismo". "Questa notizia ci lascia interdetti - afferma Laura Rossi di Lndc - e il problema non si risolve certo annientando gli animali ma prendendo coscienza della necessita di interventi in linea con il sentire di un paese civile". "Come organizzazione internazionale - spiega Massimo Comparotto di Oipa - siamo a conoscenza di altri paesi che hanno affrontato la questione randagismo in maniera decisamente diversa da quanto annunciato dal sindaco albanese, a dimostrazione del fatto che é possibile risolvere il problema senza ricorrere a stragi tanto inutili quanto crudeli". "Ringraziamo l'ambasciata italiana a Tirana per l'importante sostegno - commenta Gianluca Felicetti di Lav - e siamo certi che continuerà nell'azione di sensibilizzazione delle autorità albanesi affinché le iniziative intraprese proseguano anche dopo la soluzione della vicenda di Perrenjas".

Di seguito il testo integrale della lettera: "Illustre primo ministro, da notizie di stampa risulta che il sindaco di Perrenjas, città dell'Albania orientale, abbia autorizzato, a partire della mezzanotte di oggi, lunedì 9 aprile, l'uccisione dei cani randagi a colpi d'arma da fuoco. Sono certa che Lei converrà con me che questo metodo scelto per lottare contro il randagismo non possa essere proprio di un Paese come l'Albania, candidato all'ingresso nell'Unione europea, che sotto la Sua autorevole guida ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali. Mi permetto dunque di rivolgerLe un appello, anche nella mia qualità di rappresentante della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, perché adoperi la Sua autorità per impedire l'imminente strage, come chiedono, peraltro, associazioni animaliste del Suo Paese. La ringrazio per l'attenzione, che sono certa non mancherà, avendo avuto modo di apprezzare personalmente la Sua grande sensibilità verso i problemi sociali e le richieste del popolo albanese. Mi consenta quindi di rinnovarLe l'espressione della mia amicizia e di ringraziarLa ancora per la piacevole serata trascorsa con Lei e la signora Berisha a sostegno dell'Albanian Children Foundation nell'ottobre del 2010. Michela Vittoria Brambilla".





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