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IL COMUNE DI ROMA SI SCHIERA CON L’OIPA
E LE ALTRE ASSOCIAZIONI IN DIFESA DEI RANDAGI UCRAINI

Lo denunciamo da mesi attraverso l’incessante lavoro del delegato OIPA in Ucraina, Andrea Cisternino, che ha prodotto un consistente dossier di foto, video e testimonianze, ma il massacro dei randagi per l’Ambasciata Ucraina in Italia “potrebbe essere una montatura con finalità politiche”. Questo è quello che è emerso dal surreale incontro al quale l’OIPA ha partecipato ieri mattina presso l’Ambasciata Ucraina a Roma.

Il Consiglio Comunale di Roma, votata una mozione in cui si chiede lo stop al massacro sistematico di cani e gatti randagi, aveva infatti ottenuto un appuntamento con l'Ambasciatore per una delegazione comprendente, oltre ai rappresentanti capitolini - Alessandro Cochi, delegato per le Politiche Sportive; Andrea De Priamo, presidente Commissione Ambiente; Monica Cirinnà, consigliera capitolina; Federico Coccia, delegato del Sindaco alla salute degli animali e Tetyana Kuzyk, consigliera aggiunta – anche Massimo Comparotto, Presidente dell’OIPA Italia,  i presidenti di Enpa e Lav, nonché i volontari del canile di Porta Portese. Primo sgarbo: l'Ambasciatore era assente, impegnato, a dire del funzionario di II° livello che l’ha sostituito, in "affari importanti". Fin qui la forma. Ma la sostanza sarebbe esilarante se non fosse tragica.

Il funzionario di II° livello infatti prima elenca la bontà delle leggi ucraine di tutela degli animali, che evidentemente non hanno trovato una sola applicazione, poi chiede alla delegazione presente di produrre un documento sui fatti che da mesi invadono, drammaticamente documentati dall’OIPA Ucraina con foto, filmati e testimonianze, l'intera rete, come se scoprisse il problema in quel momento. Infine si spinge a dire che la strage dei cani potrebbe essere una montatura messa in piedi per finalità politiche. Dimentica, l'ignaro funzionario, che anche il Ministro dell'Ambiente ucraino ha denunciato dall'interno la strage dei cani, che indigna il mondo e la parte più sensibile della popolazione di quel Paese. Il funzionario di II° livello dell'Ambasciata ha inoltre tentato di difendere il proprio Paese affermando che l'Ucraina aveva aderito alla Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione degli animali da compagnia. Peccato che tale firma risalente al 5 luglio 2011 non sia stata seguita dal necessario atto di ratifica e quindi di entrata in vigore a livello nazionale e, quindi, tale firma è purtroppo al momento inutile.

Da censurare con assoluta fermezza il comportamento della consigliera comunale aggiunta per l'Ucraina, signora Kuzyk la quale, ai microfoni di Striscia la notizia e in presenza di tutti ha affermato che "quello che accade in Ucraina accade anche in Italia." Ci auguriamo che il Comune di Roma censuri una tale affermazione che tende a gettare discredito su un Paese da anni impegnato nella tutela degli animali. Per parte loro le Associazioni daranno mandato ai propri legali per valutare l'opportunità di procedere per diffamazione e calunnia contro le irresponsabili e denigratorie asserzioni della disinformata consigliera.

Questo incontro è un ulteriore tassello della strategia finalizzata a fare pressione sul governo ucraino, sia a livello europeo sia, soprattutto, a livello locale. Continua infatti incessante il lavoro portato avanti in Ucraina sia per organizzare un confronto tra il delegato OIPA Andrea Cisternino e il Ministro dell’Ambiente ucraino, sia per supportare i volontari i che accudiscono i randagi.





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