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UMBRIA: NO ALL’USO DELL’ARCO COME PRIVILEGIO AI CACCIATORI

6/8/14

Al via l’utilizzo delle frecce in Umbria contro daini, caprioli, cervi e mufloni. E’ la recente disposizione dell’Assessore Regionale alla caccia, Fernanda Cecchini, che ai cacciatori ha concesso anche l’uso dell’arco, come se già le armi a loro disposizione per fare una carneficina legalizzata non fossero sufficienti.
Secondo quanto previsto dal regolamento regionale l’uso dell’arco sarà concesso a cacciatori “selezionatori” autorizzati a contenere, anche fuori dal periodo di caccia, animali protetti che, essendo in sovrannumero, rischierebbero di portare epidemie o danni alle colture. Anche se, come dichiarato dall’Assessore Cecchini, l’uso dell’arco è contemplato dalla legge 157/92, la caccia di selezione rappresenta in realtà un’ulteriore favoritismo nei confronti di una minoranza della popolazione per autorizzarla a uccidere esseri innocenti anche fuori dalla stagione di caccia.  
Inoltre, l’uso delle frecce rappresenta una forma di caccia ancora più aberrante in quanto rischia di ferire l’animale facendolo morire in una lenta e atroce agonia.

Nel regolamento si dice che "i selettori, muniti di apposito attestato, formati e iscritti negli elenchi provinciali dovranno presentare una certificazione sottoscritta da un istruttore della Federazione Italiana Arcieri di tiro in campagna (Fiarc) o della Federazione Italiana Tiro con l’Arco (Fitarco)", ma a quanto pare, come si legge in questo articolo: http://corrieredellumbria.corr.it/news/home/147007/Caccia-con-l-arco--porta.html "la Federazione Italiana di Tiro con l’Arco non intende rilasciare ai propri tesserati alcuna certificazione ad hoc che permetta la pratica della caccia con le attrezzature sportive previste dai regolamenti Federali utilizzate in competizioni ufficiali", e aggiunge che "nessun organo Federale è stato consultato su tale argomento". Il presidente della Fitarco prende quindi le distanze dal nuovo regolamento venatorio introdotto in Umbria.

Per l’Assessore Regionale la motivazione di questa scelta è tanto semplice quanto significativa di quello che rappresenta la caccia per la politica:  inizialmente, dice l’assessore, nel regolamento regionale approvato l’uso dell’arco non era stato contemplato, ma “dietro la sollecitazione di tutte le associazioni venatorie presenti in Umbria”, è stato poi incluso. Dunque “nessuna novità rispetto a quanto prevede la legge”, come dichiara l’assessore Cecchini, ma forse bisognerebbe avere le idee un po’ più chiare in merito al decantato “rispetto per la natura, le specie animali e i cacciatori” che professa l’assessore, visto che il rispetto per la natura e le specie animali non può stare insieme al rispetto per i cacciatori.
V’invitiamo dunque a partecipare all’appello di protesta per chiedere alla Regione Umbria di variare il regolamento approvato, escludendo l'uso dell'arco.

INVIA LA LETTERA DI PROTESTA!





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