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UCRAINA: LE UCCISIONI DEI RANDAGI NON SI FERMANO. INCONTRO CON L’AMBASCIATORE ITALIANO E CON LE ISTITUZIONI LOCALI

Martedì 7 febbraio, la principessa tedesca Maja Von Hohenzollern, ambasciatrice di un’associazione animalista che ha sovvenzionato la spedizione di un team di medici veterinari per la sterilizzazione dei randagi, ha organizzato una messa luterana per ricordare solennemente le centinaia di randagi uccisi. In quell’occasione, il delegato OIPA Andrea Cisternino ha incontrato e parlato con la principessa che ha offerto il suo aiuto e sostegno iniziando così una cooperazione in favore dei randagi.

Il grande freddo che ha colpito il paese ha messo a dura prova la naturale sopravvivenza dei cani randag
Nonostante una tregua apparente dovuta al grande freddo che ha colpito il paese, lo sterminio non si è arrestato; ieri è stato avvelenato un gruppo di randagi che stazionavano all’interno di un cantiere a Kiev, mentre a Brovary, teatro della recente strage di cani a colpi di arma da fuoco, un altro randagio è stato trovato ucciso da una fucilata. Il macabro ritrovamento è avvenuto all’indomani dell’incontro ufficiale tra Andrea Cisternino e l’amministratore locale di Brovary, fissato proprio per denunciare la carneficina di cani, ma l’amministratore, dichiaratosi estraneo ai fatti, ha affermato che probabilmente la strage è stata compiuta da cacciatori ubriachi che hanno scambiato i cani per prede. Verrà comunque presentata denuncia scritta e documentata da immagini anche per smentire questa assurda ipotesi.

Per interrompere la strage che negli ultimi mesi ha causato la morte di migliaia di randagi, le strade intraprese sono molteplici. A livello europeo, grazie all’appoggio dell’europarlamentare Andrea Zanoni , che ha presentato un’interrogazione alla Commissione Europea, a livello italiano, grazie all’appoggio dell’ambasciatore italiano a Kiev, Fabrizio Romano, che ha incontrato Andrea Cisternino e ha confermato l’interrogazione parlamentare depositata in Italia e una lettera ufficiale indirizzata al governo ucraino, ma anche e soprattutto a livello locale. E’ nelle strade che i cani muoiono e vengono pianti dai volontari che li accudivano, ed è lì che il nostro delegato porta aiuti concreti attraverso cibo e sostegno economico per curare i randagi miracolosamente scampati alle uccisioni di massa.

Ieri si è tenuta  anche l’udienza preliminare nel procedimento penale al diciannovenne Alexey Vedula, il dog hunter accusato della tortura e dell’uccisione di oltre 100 cani, per il quale sono stati chiesti cinque anni di carcere. L’accusato, a piede libero ma con divieto di lasciare il paese, è stato aggredito da un gruppo di animalisti all’interno del Tribunale stesso.  Il processo, che sarà seguito dagli attivisti locali e dal nostro delegato, è stato fissato per il 22 febbraio.

Elisa Norelli
OIPA -International Campaigns Director





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