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MIGLIORANO LE CONDIZIONI DEI CANI RINCHIUSI IN UN LAGER TROVATO TRA LE MACERIE DEL TERREMOTO

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La sezione OIPA di Modena segnala dei progressivi miglioramenti per i sedici cani rivenuti a Villafranca, frazione di Medolla, di proprietà di un cacciatore. Detenuti in condizioni drammatiche all’interno di un pollaio fatiscente, dodici cani di piccola taglia erano rinchiusi al buio, all’interno di gabbie completamente arrugginite, costretti a vivere tra le loro stesse feci e senza acqua a disposizione.
Quattro cani da caccia e due cani di taglia media, con evidenti lesioni al muso, vivevano in gabbie talmente anguste, da impedire loro qualsiasi movimento. Infine, un meticcio di taglia media era legato a catena nello spazio antistante, manifestando forte stress e disagio. In nessuno dei box e delle gabbie erano presenti ciotole d’acqua e l’aria era irrespirabile a causa delle esalazioni degli escrementi.   


box nuovi

L’interessamento dei media al caso segnalato dall’ufficio stampa OIPA ha contribuito alla mobilitazione delle forze dell’ordine e degli enti preposti al controllo, già precedentemente sollecitati dall’OIPA Modena.
Risale, infatti, al 27 giugno l’intervento del Corpo Forestale dello Stato e dell’ASL assieme al delegato di sezione, Stefano Giovannini.
Mediante l’identificazione dei cani è stato riscontrato che ben la metà di essi era sprovvista di microchip. Il proprietario, sanzionato, è stato obbligato a liberare dalle gabbie alcuni cani esposti al sole e a slegare la catena, di soli due metri, che impediva ad un meticcio di media taglia di rifugiarsi all’ombra e di dissetarsi. E’ stato intimato al proprietario di provvedere con urgenza alla costruzione di nuovi box di adeguate dimensioni entro e non oltre dieci giorni dal sopralluogo, costringendolo a pulire i restanti recinti dagli escrementi.

L’ispezione ha portato, inoltre, al rinvenimento di una voliera in cui erano detenute alcune gazze comuni, di specie protetta, la cui detenzione è vietata dalla legge 157 sulla fauna selvatica. A detta del cacciatore venivano impiegate come richiami vivi. 
Attualmente, a causa dell’emergenza dovuta al terremoto, non è possibile procedere al sequestro in assenza di una struttura dove poter alloggiare i cani. I rifugi, infatti, sono sovraffollati per gli innumerevoli ritrovamenti di cani vaganti e di quelli recuperati negli appartamenti inagibili.
Il 1 luglio, mediante un secondo sopralluogo, i delegati della sezione OIPA Modena hanno potuto constatare che la situazione è in fase di miglioramento: grazie al supporto della Protezione Civile, che ha fornito i materiali per la costruzione di nuovi box, il proprietario ha provveduto a realizzare alcuni recinti più ampi e spaziosi, e nuove strutture sono tuttora in fase di costruzione.
OIPA Modena congiuntamente con l’ASL continuerà a vigilare il proprietario dei cani per verificare che il loro benessere sia salvaguardato e che quanto disposto sia eseguito come da prescrizione.


Cosa è accaduto:

MIRANDOLA: UN LAGER PER CANI TRA LE MACERIE DEL TERREMOTO.
L’OIPA MODENA FA UN ESPOSTO ALLA FORESTALE
I volontari intervengono per salvare due cani e ne scoprono 19 detenuti in condizioni terribili

Continuano incessanti gli interventi dei volontari OIPA nelle zone colpite dal terremoto e i sopralluoghi stanno mettendo in luce situazioni di maltrattamento e cattiva detenzione preesistenti al sisma.
A seguito di una richiesta di intervento per salvare due cani feriti coinvolti nel crollo di una stalla e abbandonati dal proprietario, i volontari dell’OIPA hanno raggiunto Villafranca di Mirandola, frazione di Mirandola, dove uno dei due cani è stato messo in salvo, mentre per l’altro, con la spina dorsale irrimediabilmente fratturata, è stato necessario procedere all’eutanasia.

Un’approfondita ispezione della zona circostante ha inoltre permesso di individuare un’abitazione con annesso un locale tipo pollaio, il cui tetto era parzialmente crollato, e alcuni box esterni dove erano detenuti in totale 19 cani in condizioni drammatiche.

All’interno del pollaio fatiscente, suddiviso in gabbie da reti metalliche completamente arrugginite, erano rinchiusi al buio 12 cani di piccola taglia, costretti a vivere tra le loro stesse feci e senza acqua a disposizione. L’aria era irrespirabile, per le esalazioni degli escrementi, e bollente viste le elevate temperature raggiunte in questi giorni. I box esterni ospitavano 4 cani da caccia, tipo setter, oltre che due cani di taglia media, con evidenti lesioni al muso, rinchiusi in gabbie molto anguste, tanto da impedire loro di girare su sé stessi. Un meticcio di taglia grande era invece legato a catena nello spazio antistante e manifestava forte stress e disagio continuando a girare su stesso.  In nessuno dei box e delle gabbie erano presenti ciotole d’acqua.

Alla vista dei volontari i cani sono letteralmente impazziti e molti di loro hanno messo in atto comportamenti stereotipati e ripetitivi, come girare in tondo e andare da un lato all’altro della gabbia, testimonianza del fatto che rimangono rinchiusi a lungo senza avere nessun tipo di contatto umano.

Il proprietario, un cacciatore, ha aggredito verbalmente i volontari sostenendo che i cani sono tenuti in maniera adeguata e negando qualsiasi tipo di miglioria delle condizioni di detenzione. La sezione OIPA di Modena, lo scorso 1 giugno,  ha quindi presentato un esposto al Corpo Forestale di Modena chiedendo un intervento urgente. Tuttavia, a causa della situazione di emergenza diffusa nella zona, non è stato ancora effettuato nessun intervento da parte delle Forze dell’Ordine,  quindi la sezione procederà a coinvolgere la Polizia Locale di Formigine, con cui ha già avuto modo di collaborare.

Le condizioni di detenzione di questi cani sono indegne di un essere vivente – ha commentato Stefano Giovannini, delegato OIPA Modena – La situazione di emergenza data dal terremoto non può essere una giustificazione per chiudere gli occhi davanti ai soprusi e ai maltrattamenti ai danni degli animali, quindi stiamo offrendo alle Forze dell’Ordine, già ampiamente impegnate per i soccorsi alle persone, il nostro supporto totale per aiutare gli animali in difficoltà, ma anche per perseguire gli illeciti ai loro danni.”


Guarda la pagina del terremoto in Emilia





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