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TRIESTE. L’OIPA IN SOCCORSO DEGLI ANIMALI
DEL CASTELLO DI MIRAMARE

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La sezione OIPA di Trieste è intervenuta per salvare gli animali presenti nel Castello di Miramare. Tutto inizia con una segnalazione effettuata il 28 giugno da una veterinaria circa una moria di pesci nel laghetto all'interno del Castello. La sezione si attiva immediatamente chiedendo chiarimenti al sovrintendente ai beni culturali, sotto la cui giurisdizione cade la tutela degli animali coinvolti, nello specifico carpe, pesci rossi e tartarughe.

Viene allora tamponata momentaneamente la situazione chiamando i Vigili del Fuoco, che cercano di rimediare alla poca ossigenazione del laghetto con l'invio di un'autobotte. Tuttavia, la soluzione è solo temporanea perché, complice anche la siccità estiva, a fine agosto le carpe boccheggiano nuovamente nel fango. Dopo aver documentato l’emergenza mediante altro materiale fotografico, la delegata OIPA torna alla sovrintendenza ma, non trovando collaborazione, si rivolge al quotidiano locale con un'altra segnalazione e il riscontro, in questo caso, è immediato.

Il Castello di Miramare, infatti, oltre a essere uno dei luoghi più suggestivi d'Italia, è anche nel cuore di tutti i triestini e quindi la stampa decide di dare ampio spazio alla notizia, cogliendo l’occasione per denunciare il degrado in cui da tempo, per mancanza di fondi o per incuria, si trovava il parco del castello. La stampa ne parla per una settimana, lancia anche la campagna "salva Miramare" e l’attenzione mediatica contribuisce a smuovere chi, fin dall’inizio, avrebbe dovuto intervenire per risolvere l’emergenza. Viene dato il via ai lavori per vuotare e pulire il laghetto e, assieme ai volontari OIPA ed ENPA, vengono recuperati i primi pesci e le tartarughe in difficoltà. L’intervento è proseguito anche nei giorni successivi fino allo svuotamento del laghetto, dove è stato asportato tutto il fango presente. I pesci sono stati sistemati in un laghetto artificiale presso la sede dell’ENPA e sono stati messi in adozione.  Alcuni hanno già trovato casa presso laghetti privati.
Tutti gli altri animali, quasi 200 carpe, svariate tartarughe, due anatre e un’oca muta sono in salvo. L’amministrazione del Castello, però, non è intenzionata a riammetterli nel parco. La sezione continuerà ad interessarsi della vicenda.

Manuela Rozzo – Delegata OIPA Trieste e provincia





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