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CAMBOGIA: VOLATILI CATTURATI, IMPRIGIONATI, MALTRATTATI
E VENDUTI PER ESSERE LIBERATI DAI TURISTI


 

Nei Paesi di credo buddista è diffusa la cosiddetta “merit release”. Questa triste e crudele pratica consiste nella cattura di volatili di tutte le specie e dimensioni dai loro habitat naturali al fine di venderli, davanti a templi e monumenti, a religiosi e turisti desiderosi di migliorare il proprio karma attraverso la loro liberazione.

Nell’attesa i volatili restano imprigionati per giorni all’interno di anguste gabbiette sporche e spesso senza cibo né acqua a disposizione. I volatili, abituati a vivere in libertà e secondo i ritmi scanditi dalla natura, dopo il trauma della cattura si ritrovano quindi a condividere uno spazio ristretto e affollato. Lo stress, la malnutrizione e l’esposizione continua agli agenti atmosferici e al sole cocente conducono molto spesso alla morte degli animali.

La vendita degli uccellini è affidata ad anziane donne che fanno leva sulla tradizione religiosa del posto, per la quale ridare la libertà a un volatile corrisponde ad alleggerire il proprio karma, allontanando il karma negativo. Naturalmente, le precarie condizioni di detenzione indeboliscono a tal punto i volatili che, anche se liberati, non sopravvivono.

La segnalazione ci arriva dall’associazione italiana “Help Somalie, Tania & friends onlus” che ogni anno parte da Rieti per missioni di solidarietà in Cambogia. “Credevamo che in Asia in particolare in questi paesi con forte prevalenza buddista, il rispetto per gli animali fosse prioritario, ma non abbiamo trovato la sensibilità che ci aspettavamo” ha spiegato Antonio Sciamanna, presidente dell’associazione “Rinchiudere, rendere in qualche modo schiave del pregiudizio delle piccole rondini, simbolo di libertà, è stata un'esperienza molto difficile da accettare”.

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