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SALVATAGGI E AZIONI DI PROTEZIONISMO DELL'OIPA BRESCIA

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6/09/13

ARIEL SFIGURATA DALLA SODA CAUSTICA
Ariel è una micia di circa 2 anni, è stata trovata agonizzante in mezzo alla strada da una volontaria OIPA . Non si sà come si siano svolte le cose e soprattutto perchè, ma il fatto sta che le ferite che l'hanno sfigurata per sempre e che l'hanno quasi uccisa sono state provocate dalla soda caustica. Sadico divertimento di qualche personaggio? Fortunatamente la nostra Maura, con grande prontezza l'ha portata nella clinica veterinaria più vicina, riuscendo così a salvarla.

Ora Ariel è fuori pericolo e stà ricevendo costantemente cure di antibiotici per evitarle nuove infezioni. La parte della bocca è completamente bruciata e resterà così. Il resto del corpo dovrebbe rimettersi completamente e il pelo, ricrescendo, coprirà le vecchie ferite. Gli organi interni non hanno riportato alcun danno. Ora per lei bisognerebbe trovare una casa, con la speranza che un giorno, grazie all'amore di una vera famiglia, possa riuscire a dimenticare questa brutta esperienza. Ariel non ha mai perso la speranza nell'umanità. Continua ad essere molto affettuosa e ricerca costantemente attenzioni dall'uomo.

Simona Duci

TIGRE
Tigre aveva solo giorni quando è stato trovato da una nostra volontaria. Un giorno come un altro facendo jogging ad un certo punto la sua attenzione venne rapita da alcuni rumori provenienti da un bidone dell'immondizia. Si fermò e i rumori divennero più chiari. Era un miagolio. Così la volontaria apre e comincia a rovistare fino a quando vede quel sacchetto di plastica che si muove e dentro...c'era lui Tigre, morto di fame, con gli occhietti chiusi e il cordone ombelicale ancora attaccato.

Subito l'abbaimo portato dal veterinario, bull dell'acqua calda, latte in polvere e tante coccole. Ora Tigre ha circa 35 giorni, è cresciuto e sta bene, dovrebbe essere fuori pericolo. La percentuale di morte per i cuccioli così piccoli è molto alta quando non vengono allattati dalla mamma gatta. Tigre è però un micetto forte con tanta voglia di vivere. Presto sarà adottabile per info: 3471871134

Simona Duci

BLACK
Black è un kocher di circa 4 anni che ha trascorso la propria vita legato alla catena. L'ex proprietaria, con gravi problemi psicologici e di droga lo teneva esclusivamente per fare la guardia, mangiava pane e acqua e non riceveva mai una carezza. Fortunatamente la signora ha deciso di cederci il cane.

Black era pieno di parassiti, dermatite, mal nutrizione e era molto spaventato. Ora ad un mese di distanza Black sta bene, si è ripreso e ha tanto bisogno di una casa.

Simona Duci

IL LIETO FINE PER GIGI'
Per noi volontari non ci sono orari per rispondere alle chiamate d'aiuto e la storia di Gigì ne è un esempio. Erano le 7 del mattino quando il telefono squilla e dall'altro capo della cornetta c'era la receptionist di un albergo disperata perchè era tutta la notte che sentiva miagolare un gattino nel tombino vicino alle camere, ma non lo vedeva. Subito mi precipitai alla location e la ragazza mi portò nel punto in cui si sentiva il micino. Non sò se era il destino o se fù solo un caso ma la piccolo sbucò fuori da uno dei tubi ed apparve come per magia. Era piccolissima, appena 30 giorni, era lurida e bagnata, oltre che terrorizzata.

Il tombino era cementato, c'era solo un piccolo spazio su un lato dove però la mia mano poteva passare. Mi sdraiai a terra e infilai mano e braccio il più possibile, appena vide la mia mano si precipitò e la presi. Una volta tirata fuori la guardai e mi accorsi era completamente ricoperta di pulci e zecche e terra. Volai dal veterinario e poi subito a casa, dovetti fare 2 bagni e poi subito antiparassitario. Se la stavano mangiando, il giorno dopo era piena di vesciche causate dai parassiti. Dovetti allattarla un paio di giorni e poi svezzamento perchè era debole e bisogna integrare parecchio. Gigì è una micina speciale, forte come un bull dozer. Dopo un mese di cure era perfettamente guarita e cresciuta.. Ora Gigì ha trovato una famiglia che la adora e vive felice.

Simona Duci

PINGUI'
è questo il soprannome dato al rondone adulto recuperato nel mese di giugno (periodo molto delicato per i piccoli uccelli nidificanti presenti sul nostro territorio), dai volontari dell'Oipa sezione Brescia e Provincia. Il rondone appartiene all'ordine degli uccelli apodiformi (dal greco "senza piedi"), ed una volta atterrati per errore o incidente al suolo, non sono più in grado di darsi quello slancio necessario a spiccare nuovamente il volo. In questo caso è fondamentale l'intervento dell'uomo. Nonostante adulto e privo di ferite Pingui non riusciva ad alzarsi in volo in quanto debilitato; è stato nutrito per 5 giorni con camole del miele, carne ed acqua ad intervalli regolari e una volta riacquistate le forze ha spiccato il volo raggiungendo così i suoi simili.

Inoltre sono stati salvati due pulli di Tortore dal Collare predati da un gatto; a tale proposito è bene sapere che è molto difficile per gli uccelli sopravvivere ai morsi dei gatti, pertanto non esitate a prestare loro tempestivamente tutte le cure e le attenzioni del caso.
Un rondone adulto ha le ali incrociate sul dorso che superano la coda di circa 2-3 cm; se non porta ferite ed è in forze spiccherà il volo con una semplice operazione di lancio preferibilmente da effettuare in uno spazio aperto come un campo. Se non prende il volo e non è ferito va alimentato con camole del miele, carne macinata e acqua con una siringa senza ago.

Un rondone giovane, anche se senza ferite non sarà in grado né di volore né di alimentarsi pertanto va consegnato immediatamente ad un CRAS, Centro Recupero Animali Selvatici.
E' importante sapere che tutta la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e la detenzione è vietata della Legge Nazionale 157/92; entro 24 ore l'animale deve essere consegnato ad un ente autorizzato. Oltre alla detenzione è vietato il prelievo di nidi, di uova e di piccoli nati (nonché recare disturbo). E' consentita la loro sottrazione SOLO in caso di sicura distruzione o morte e va data comunicazione entro 24 ore ai soggetti autorizzati alla detenzione.

Quando si trova un uccello in difficoltà lo si deve mettere in una scatola di cartone (grosso poco più dell'uccello) bucherellata per permettergli di respirare avendo cura di mettere della carta assorbente sul fondo cambiandola spesso per evitare che il piumaggio del piccolo si rovini. Metterlo in punto tranquillo e silenzioso e mantenendo sempre un tono di voce basso maneggiandolo il meno possibile (non è un cane o un gatto, le coccole non piacciono agli uccelli, essendo fauna selvatica non gradiscono il contatto con l'uomo, anzi.). Appurare lo stato di salute, se ferito o meno e dare acqua e zucchero o solo acqua se non avete lo zucchero. Non somministrate mai latte o pane. Se si tratta di un nidiaceo raccoglierlo potrebbe essere dannoso per il piccolo stesso, in quanto una volta fuori dal nido i piccolini vengono ancora seguiti e curati dai genitori i quali, volata dopo volata, li portano verso l'autonomia. I nidiacei vanno spostati solo se si trovano in punti pericolosi come strade o marciapiedi (evitate di toccarli con le mani per non lasciare il vostro odore addosso perché i genitori potrebbero non riconoscerli; un fazzolettino di carta va benissimo) Successivamente contattare l'ente preposto al recupero fauna selvatica ovvero la Polizia Provinciale.

Gli altri enti preposti sono il Corpo Forestale dello Stato e i CRAS

Lara Migliorati

TARTA MIRO'
Tra i tanti quattro zampe recuperati quest'estate cè anche Mirò, un quattro zampe davvero speciale! Mirò è una testude di circa 4 anni, è stato ritrovato che vagava x strada in centro a Brescia. Probabilmente qualche "furbone" ha pensato bene di sbarazzarsene prima di partire per le ferie.

Ovviamente non era cippato. Ricordiamo che le tartarughe sono animali protetti, devono essere segnalati al Corpo Forestale e vi è l'obbligo di cip. Ora Mirò si trova a casa di una nostra volontaria mentre aspetta una casa definitiva.

Simona Duci






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