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LA STORIA A LIETO FINE DI CLIO, PRINCIPESSA TRISTE

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Clio è stata salvata dalla colonia di Montecatini, una delle tante che seguiamo, ed è stata lei stessa a chiederci aiuto: quando ci vide tornare a prenderla dopo la sterilizzazione, sembrava pregarci con gli occhi di non rimetterla in quell'inferno e così è stato.

La favola a lieto fine di Clio, principessa triste
Quel giorno di Gennaio stavo facendo le pulizie a Cats Attic quando arrivò la telefonata di Francesco per avvisarmi che stava arrivando da me con un nuovo recupero proveniente dalla colonia di Montecatini, luogo denominato “l’infernetto”: troppi mici originari di quel posto abbiamo visto soffrire e poi morire.
La scena, la stessa di sempre: Francesco trafelato col suo sorriso furbetto, tipico di qualcuno che ti sta per fare una sorpresa, un trasportino vecchio, dentro un musetto sconosciuto che so già amerò incondizionatamente. Poi l’ho vista. Bella come poche, minuta, magrissima, il pelo duro e arruffato, irrigidita dalla paura, con due grandi occhi blu, pietre preziose colme di sgomento e tristezza.
L’ho tolta delicatamente dal trasportino e ho iniziato a prepararle la stanza con cucce, ciotoline, giochini, cuscinoni ma lei ha scelto la cosa più brutta che c’era, una vecchia scatola di cartone con dentro un piccolo plaid grigio. Si è acciambellata con rassegnazione mentre l’accarezzavo piano, sotto le mie dita il suo scheletrino così evidente, cercavo di comunicarle che doveva stare tranquilla adesso, sarebbe stata protetta e curata, d’ora in poi non avrebbe più sentito freddo né avrebbe dovuto dissetarsi nelle pozzanghere di fango o patire sotto un temporale. Un debole accenno di fusa, poi quegli occhi che mi “entravano dentro” e ancora la sua bellezza.
L’ho voluta chiamare Clio, come la settima musa figlia di Zeus e Mnemosine, meritava un nome importante.
Sono iniziati per lei i controlli veterinari e le cure, alle quali si sottoponeva senza mai protestare, poi tornava nel suo scatolone, dolcissima ciambellina stanca.
Le ho scattato decine di fotografie, con lei era facile, se ne stava ferma e buona, mi osservava senza troppa curiosità piantando nell’obiettivo quei due grandi occhi colore del mare.
Abbiamo fatto l’appello per la sua adozione, non era una micia giovane, la veterinaria aveva stimato avesse circa cinque anni, le mancavano alcuni dentini, ma la cosa più importante è che era risultata negativa alla FIV e alla FELV.
Ricevetti molte telefonate per lei, inutile negare, la bellezza aiuta, ma fra tutti Eva fu la persona che mi sembrò più idonea ad accogliere questa Principessa Triste, proprio perché Eva è una ragazza allegra e dolcissima.
Le dissi che non potevo dargliela subito, Clio doveva completare alcune terapie e mi pareva ancora così provata che reputai fosse meglio aspettare ancora un pochino a farle cambiare ambiente di nuovo.
Lei fu d’accordo ma volle venire ugualmente a conoscerla all’Attic. In quei giorni al Cats Attic era ricoverato anche un micio della mia colonia, Otto, per una noiosa forma di tracheite. Eva mi chiese di visitare l’Attic e io glielo mostrai volentieri, siamo molto orgogliose del nostro piccolo asilo. Appena entrata nel bagnetto vide Otto. Esclamazione di stupore: “Ma è bellissimo!”
Poi successe tutto in pochi secondi, i nostri sguardi, un sorriso, la richiesta inaspettata: “se tu sei d’accordo io li adotterei tutti e due”. Non potevo credere alle mie orecchie. E così da lì a una settimana, Clio, che nel frattempo stava migliorando sotto tutti i punti di vista, e Otto, gattone di colonia sulla strada da cinque anni, hanno trovato una splendida casa con una persona meravigliosa che si prende cura di loro con tanto amore, perché è questo che sta alla base di ogni nostro successo e di ogni nostra soddisfazione: l’amore per loro, patrimonio che ci portiamo dentro come un dono e ci sostiene in questa nostra missione non sempre facile e purtroppo non sempre a lieto fine.

Roberta – Volontaria OIPA Pistoia e provincia





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