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TRE STORIE DIVERSE CON UN DENOMINATORE COMUNE:
LA MANCANZA DI CULTURA E L’INSENSIBILITÀ
VERSO I NOSTRI AMICI GATTI.

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16/4/15

Qui, Quo e Qua sono tre micini che hanno avuto la sfortuna di nascere nel Bresciano, nella stalla di un contadino senza tanti scrupoli, considerati, come accade per molti gatti, solo un peso di cui disfarsi il prima possibile, secondo una mentalità ancora ricorrente nelle zone agricole.
A questi simpatici e bellissimi gattini, che avevano appena 30 giorni, stava quindi per toccare una terribile sorte. A cambiare il loro destino è stato un volontario OIPA di Brescia che, venuto a conoscenza di questa imminente tragedia, si è precipitato immediatamente nell’abitazione del contadino riuscendo a farsi cedere i piccoli.

Inoltre, cosa non meno importante, è riuscito ad ottenere la sterilizzazione della mamma, evitando così il ripetersi di tale brutalità nel futuro.
Le loro condizioni sanitarie erano un po’ critiche, avevano tutti una brutta congiuntivite, molte pulci e una magrezza preoccupante, addirittura un paio di loro avevano la coda fratturata.
I volontari OIPA di Brescia hanno dovuto provvedere alle cure immediate e allo svezzamento, vista la loro tenera età, ma entro pochi giorni, ecco la rinascita.

Questa storia ha un lieto fine perché raggiunti i 60 giorni di vita, rinvigoriti e completamente curati, amati e coccolati dai volontari OIPA, sono stati affidati alle loro nuove famiglie con cui passeranno felicemente il resto della loro vita.

Sarebbe bello che chiunque venisse a conoscenza di casi simili, cercasse d’intervenire, creando così quella cultura che salverebbe migliaia di animali. La sterilizzazione, infatti, è l’unico modo per cambiare un sistema e delle abitudini purtroppo ancora molto radicate nelle aree rurali del nostro paese.

Mia è una bella micia di 8 anni che, come tanti gatti fortunati, aveva alle spalle una famiglia dove trovare protezione: coccolata e riempita di attenzioni, poteva vivere serenamente in casa, senza che nessuno le impedisse di acciambellarsi su un comodo divano.

All’improvviso per Mia le cose cambiano. Mutano le esigenze della famiglia e lo scandire delle giornate, nascono figli e nipoti e il tempo da dedicare a Mia si riduce sempre di più, anche solo per raccogliere il pelo che naturalmente un nostro amico perde nei luoghi di dimora.

Capita così che, un bel giorno, senza alcun preavviso, Mia viene sfrattata.
La persona che avrebbe dovuto prendersi cura di lei per il resto della vita decide di relegarla sul balcone, lasciandola sola tutto il giorno insieme alla sua casetta di plastica.

Lei non può e non deve comprendere il perché di questa punizione, i giorni passano in modo interminabile e la depressione, l’apatia e la tristezza prendono il sopravvento.
Per fortuna un vicino si accorge di ciò che sta accadendo e allerta i volontari OIPA di Brescia che, dopo aver trascorso diversi giorni nel tentativo di convincere la “proprietaria” a cedere la gatta, riescono finalmente nell’intento e per Mia arriva la libertà.

Traumatizzata e arrabbiata per il tradimento subito, Mia è stata rassicurata con amore per alcune settimane dai volontari OIPA, ma tutto è bene ciò che finisce bene, perché ora Mia ha una nuova famiglia che l’adora e lei ha finalmente ritrovato la serenità di un tempo.

Anche questa è una storia molto ricorrente, chiediamo l’aiuto di tutti voi per segnalare situazioni di questo genere, con un piccolo gesto si può ridare la vita a un animale privato di qualsiasi possibilità di interazione con l’umano e nello stesso tempo recluso nella più totale delle solitudini.

Come ogni anno accade, verso la fine di marzo cominciano le cucciolate, il più delle volte indesiderate.
Causa l’ignoranza delle persone, capita sovente di recuperare dall’immondizia questi piccoli esserini che il più delle volte vanno incontro a un tragico destino.

E’ proprio in discarica che i volontari OIPA di Brescia hanno recuperato questi tre piccoli cuccioli dopo la segnalazione di una signora che, sentendo dei miagolii, li ha trovati dentro una piccola scatola accanto al pattume. Avevano circa 25 giorni, gli occhietti completamente chiusi ed erano tanto affamati.

I volontari OIPA li stanno allattando e se ne stanno prendendo cura con amore affinché, non appena avranno 60 giorni di vita, possano trovare una famiglia che li accolga per sempre.





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