a cura di Isabella Dalla Vecchia
A Lentini, all’inizio del 2000, ha vissuto un cane speciale. Certo, tutti lo sono, ma a volte le gesta di uno di loro vengono ricordate negli anni al punto da dedicargli una statua. Si chiamava Gaetano e apparve in un giorno qualunque, come appaiono spesso i randagi in Sicilia. A volte necessitano di cure, di cibo, nei casi più fortunati hanno solo bisogno di affetto, perché anche quello vanno a cercare. Anche l’amore fa parte della sopravvivenza.
E Gaetano per fortuna ne trovò tanto a Lentini, perché la gente si affezionò subito a lui e da lì a dieci anni divenne parte di loro. Ma ciò che aveva entusiasmato la cittadinanza fu il fatto che Gaetano si fosse ritagliato un ruolo ben preciso.
Tutte le mattine, ad esempio, si posizionava di fronte alle entrate delle scuole per fermare le auto e permettere il passaggio dei ragazzi sulle strisce pedonali. Poi partecipava a matrimoni e a funerali, ad annunci pubblici e a comizi elettorali, dando il suo contributo a tutti, senza favorire nessuno. Era perfino tifoso di una squadra: ogni domenica sosteneva la Leonzio, andando a vederla allo stadio. E, ovviamente, quando tutti gioivano di qualche vittoria, Gaetano ballava in perfetta sincronia. Non solo, pare pregasse anche Sant’Alfio: nei giorni di festa dedicati al santo, tra il 9 e l’11 maggio, era sempre presente.
Per queste ragioni nel tempo venne chiamato il “cane vigile” e, come se non bastasse, aveva perfino scelto la propria dimora al Comando dei Vigili Urbani, dove gli veniva riservato cibo e riparo, oltre che amore e affetto come fosse un collega o, meglio, come un vero amico, dato che ormai era diventato uno di loro.
Ma un giorno accadde l’inevitabile. Gaetano, sempre presente a qualsiasi ora ed evento, non apparve più, fatto che destò notevole preoccupazione. Dov’era Gaetano? La cittadinanza si mobilitò alla sua ricerca fino a quando fu trovato accanto a un centro commerciale, senza vita.
Tra le lacrime delle persone, fu raccolto e cremato. Una coincidenza incredibile, perché morì di vecchiaia presumibilmente il 20 gennaio (fu ritrovato alcuni giorni dopo, il 28 gennaio), vicino al giorno di San Sebastiano, il patrono dei Vigili Urbani. Ci fu lutto cittadino, venne menzionato nei necrologi e il sindaco parlò in suo ricordo di fronte a una statua a lui dedicata, affinché le sue gesta venissero ricordate per sempre.
BOX
Sotto il monumento una targa recita:
«Gli occhi di Gaetano
Di vane parole spesso si vive,
di fiamme soffocate
nel ghiaccio della vanità
di gesti che nascondono
la luce piena, come fossimo angeli
con le ali di rame,
vaga ipotesi di voli maestosi,
se solo avessimo incontrato
gli occhi di Gaetano,
allora sì che avremmo visto,
davvero,
chi dovrebbe riflettere il sole.»




