Uno dei problemi più sentiti, che rende la convivenza particolarmente difficile con il nostro gatto, si verifica quando fa i bisogni fuori dalla lettiera. Purtroppo questo problema rappresenta la prima causa di abbandono dei gatti (1) perché troppo spesso non si sa come affrontarlo.

Anche se non è sempre facile scoprire quali siano le ragioni, sicuramente ci sono diversi accorgimenti che possiamo avere, innanzitutto per prevenire o, se il problema si manifesta, per individuarne la causa.

Poiché il gatto è un animale semiaddomesticato, il suo comportamento in casa è molto simile a quello che terrebbe in natura. Infatti tutti noi custodi di gatti sappiamo che non è quasi mai necessario abituare il nuovo arrivato alla lettiera: cucciolo o adulto che sia, ci andrà spontaneamente, perché un posto riparato, con substrato sufficiente a coprire le deiezioni, è quello che il suo istinto gli dice di usare. Coprire i propri bisogni significa nascondere le tracce del proprio passaggio a possibili predatori o gatti dominanti, e allo stesso tempo difendere il proprio territorio di caccia.

Le regole essenziali affinché il gatto usi volentieri la lettiera sono innanzi tutto che la lettiera stessa sia collocata in un luogo tranquillo (es. lontano dalla lavatrice che potrebbe far partire la centrifuga all’improvviso), riparato (non un punto di passaggio di umani o altri gatti), con facile via di fuga, in ambiente lontano da cibo e acqua, e facilmente accessibile (se ogni volta deve fare una rampa di scale, o uscire all’aperto, se è anziano, se deve affrontare la minaccia di un animale aggressivo sarà più difficile che la usi).

Se in casa convivono più di un gatto la regola regina è che bisogna avere tante lettiere quanti sono i gatti + una. Alcuni gatti preferiscono le lettiere chiuse tipo trasportino, altri quelle aperte. La misura deve essere non troppo profonda né troppo bassa (considerate la differenza tra un cucciolo e un gatto adulto) e va riempita per 2/3. Per quanto riguarda il substrato, non vige una regola generale e bisogna andare per esclusione, è meglio però evitare quelle profumate (lavanda, pino silvestre, etc. sono profumi che piacciono a noi, sicuramente meno ai gatti!), quelle a cristalli, perché potrebbero risultare sgradite ai polpastrelli delicati dei mici, e quelle che sollevano troppa polvere. Con alcuni gatti funziona bene il pellet, con altri fogli di giornale stracciati….Non vi stancate di sperimentare.

Importante è che sia sempre tenuta pulita, le deiezioni vanno tolte tutti i giorni e lavata almeno una volta ogni 3 o 4 giorni. Quando lavate la lettiera usate detersivi neutri e non profumati, non buttate tutto il substrato vecchio, ma tenetene una parte e rimettetela insieme a quello pulito per preservare l’odore abituale.

Se, nonostante tutti gli accorgimenti presi il vostro gatto fa i bisogni fuori dalla lettiera, allora bisogna scoprire cosa c’è che non va (2). I motivi per cui un gatto comincia a sporcare fuori dalla lettiera sono tanti quasi quanti sono i gatti che manifestano questo problema, ma proviamo ad analizzare i più comuni. Le modalità che vogliamo prendere in considerazione sono tre:

1.il gatto si accuccia e urina abbondantemente sul pavimento;

2.il gatto lascia spruzzi di pipì in giro per casa su superfici verticali;

3.il gatto defeca in giro per casa.

Nel primo caso si tratta spesso di problemi legati alla salute del gatto, o perché magari sta diventando anziano e un po’ confuso. Patologie come il diabete o insufficienza renale gli rendono difficile trattenere l’urina e raggiungere la lettiera, un gatto anziano potrebbe soffrire di dolori alle articolazioni e muoversi con difficoltà. In questo caso proviamo a collocare più lettiere in vari punti della casa, facilmente accessibili.

Il motivo potrebbe invece essere legato a un evento che l’ha traumatizzato, ad esempio un attacco di cistite potrebbe fargli associare la lettiera con l’esperienza molto dolorosa, oppure qualcosa è successo mentre stava usando la lettiera: un forte rumore improvviso, un tuono o l’abbaiare aggressivo di un cane. Se in casa ci sono bambini o altri gatti, potrebbe sentirsi disturbato se questi gli girano intorno mentre fa i suoi bisogni, magari impedendogli la via di fuga. Non tutti i gatti sono uguali, alcuni sono più schivi di altri e hanno bisogno di maggiore privacy.

Il secondo caso è quasi sempre legato a questioni di territorialità, comportamento sessuale o aggressività. Un gatto, principalmente se maschio, segnala la propria disponibilità all’accoppiamento con versi caratteristici, umore inquieto e marcando il territorio con l‘urina per dare informazioni sul suo sesso, lo stato di salute, l’età e quant’altro sia necessario a trovare un partner. I gatti che vivono in casa andrebbero sterilizzati anche perché, essendo una specie molto prolifica, abbiamo in Italia (e nel mondo) troppi gatti randagi, con un’aspettativa di vita intorno ai 2/3 anni (3), che spesso muoiono per incidenti automobilistici, infezioni, avvelenamento. Un gatto sterilizzato corre meno rischi di malattie all’apparato genitale e, se maschio, di allontanarsi e perdersi o prendersi qualche infezione combattendo con altri gatti. Per quanto riguarda la questione “etica” è un errore antropomorfizzare il gatto: il desiderio sessuale è vissuto solo in chiave riproduttiva, mancando il bisogno di accoppiarsi, il gatto rimane un po’ “cucciolo” e non sente la mancanza di ciò che non prova. È sempre meglio sterilizzare il gatto prima che raggiunga la maturità sessuale (4) perché marcare il territorio con l’urina potrebbe diventare un’abitudine difficile da fargli perdere.

Altri motivi per questo comportamento possono essere legati a uno stato di ansia, a sovraffollamento quando in casa convivono troppi gatti o gatti che non vanno d’accordo fra loro.

Se il gatto deposita le feci vicino alla cassetta, potrebbe dipendere da una patologia fisica o qualcosa che non gli piace nella lettiera, o magari un cambio di dieta. Ma quando il gatto si ostina a defecare in giro per casa, magari sul letto o in altri punti strategici, se escludiamo una causa legata a un decadimento cognitivo (sì, anche i gatti anziani, come noi, diventano un po’ rimbambiti…), allora bisogna veramente domandarsi cosa lo induce a un comportamento così aggressivo: protestando per qualcosa, e ce lo comunica a modo suo. Ma la regola aurea è che non dobbiamo mai rimproverare o punire il gatto per qualcosa che ha fatto, il gatto associa la punizione al soggetto che gliela infligge e non necessariamente all’azione commessa e, nel migliore dei casi, si limiterà a non commettere quell’azione in vostra presenza, ma sicuramente perderà fiducia in voi e inizierà a temervi. Se vogliamo che la convivenza non si trasformi in un incubo cerchiamo quindi di prevenire e limitare le circostanze che potrebbero indurlo a comportamenti indesiderati, ma se si dovessero verificare, allora non lasciate passare troppo tempo da quando si manifesta il primo episodio, non sottovalutate la questione, perché in questi casi la tempestività è fondamentale. Se il vostro gatto all’improvviso comincia a fare i bisogni in giro per casa, va portato subito dal veterinario: se non è un problema fisico, cercate di capire quando ha cominciato, se è legato a qualche avvenimento in particolare, a posti specifici, insomma è necessario diventare un po’ investigatori e armarsi di pazienza per arrivare alla radice del problema.

NOTE

  1. https://www.sterlingshelter.org/feline-behavior-problems-house-soiling-many-behaviormedical-issues-aware
  2. http://journals.sagepub.com/doi/pdf/10.1177/1098612X14539092
  3. A fronte dei gatti domestici che vivono mediamente 12/15 anni.
  4. Ormai tutti i veterinari concordano nel ritenere non rischioso, ma anzi preferibile, sterilizzare i gatti maschi e femmine a 6 mesi circa, prima