a cura di Angelo Caovilla

Molto spesso il primo problema di chi ha un cane è la passeggiata, che si trasforma in un incubo di “tiro alla persona”, durante il quale si viene rimbalzati di qua e di là. A volte per l’attrezzatura errata, a volte per mancanza di strategia, e nella maggior parte dei casi a causa di un’assenza di linguaggio comune tra cane e detentore e motivazioni del cane stesso ignorate.

L’attrezzatura

Ma andiamo per punti: che attrezzatura si utilizza?
L’errore principale è di affidarsi ad un guinzaglio “flexi”.
Questo semplicemente perché spesso porta il cane a imparare che, se il guinzaglio è teso, può avanzare e guadagnare spazio, quindi la tensione dello stesso è percepita come “positiva” e porta il cane a porre trazione.

Un altro errore tipico è utilizzare un guinzaglio corto, da 1,5 metri (o meno).
Questo semplifica le gestioni in sicurezza e in emergenza, ma impedisce al cane di essere libero nell’esplorazione olfattiva e nei suoi movimenti.

Quindi, qual è lo strumento “generico” che il più delle volte risolve il problema? Un guinzaglio da 3 metri, da regolare a seconda del luogo e dei casi.

cane.

Il Trick

Un esercizio per “regolare” la passeggiata, migliorare la relazione del binomio cane – umano e ottenere di conseguenza una passeggiata piacevole per entrambi, è l’esercizio dell’albero.

Quando il cane tira, bisogna fermarsi. Diventare quindi un albero con radici ben piantate, tenendo fermo il guinzaglio. Non allungarlo, non farsi tirare. Si aspetta che il cane ragioni, pensi, decida. Quando calerà la tensione… si riprende ad avanzare.

Se non basta, appena il cane molla la tensione, si può ripartire verso una direzione diversa con un “andiamo”.

Questo esercizio aiuta a migliorare l’intesa e la comunicazione con il cane, ma va misurato sul soggetto: un cane timido potrebbe non reggerlo, un cane troppo agitato potrebbe stressarsi.

NB: i primi 15 minuti di una passeggiata sono spesso condizionati da un arousal forte, quindi aspetteremo una acclimatazione ambientale prima di proporre l’esercizio.

Migliorare la comunicazione

E se questo non basta? Allora è il momento di lavorare sulla relazione e sulla comunicazione intraspecifica. Molto spesso il cane “tira” perché non capisce cosa vuole il suo umano.

Un buon modo per dare inizio a un linguaggio comune è lavorare con il Luring.
Il termine deriva dall’inglese to lure, cioè “adescare / attirare / richiamare con un’esca”.

Una decina di minuti al giorno, si prende un bocconcino (o un giocattolo) e si guida il cane a compiere movimenti seguendo la mano.
Poi si premia aprendo la mano.

In seguito il cibo verrà dato più sporadicamente, fino ad ottenere la “mano magnete”, che potremo usare per indicare la direzione da compiere.

Durante l’esercizio, attenzione a non incombere sul cane: posizione a 45 gradi, piegarsi sulle ginocchia se è piccolo, e pronunciare “finito” al termine con un gesto plateale.

Questo aiuterà nella passeggiata, rendendoci capaci di indicare qualcosa di interessante al cane e proporre attività divertenti PRIMA che lui se le cerchi tirando.

Conclusione

Naturalmente, queste sono solo le basi: la passeggiata al guinzaglio è un’arte che va capita.
La prima domanda è sempre: quali sono le motivazioni per cui il mio cane decide che tirare è meglio di una passeggiata tranquilla?
Meglio sempre affidarsi a un percorso con un educatore cinofilo, per imparare a capirsi e conoscere il proprio cane.