“Fuori i macachi dall’università”: è lo slogan che ha risuonato tra le vie centrali della città di Parma lo scorso 2 maggio per chiedere la liberazione di Alan e Larry e la fine degli esperimenti sui macachi negli stabulari dell’Università di Parma.
Al fianco di numerosi cittadini e associazioni, anche i volontari dell’OIPA di Parma hanno si sono uniti al corteo on l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e chiedere alle istituzioni il passaggio a metodi alternativi alla sperimentazione animale e la liberazione dei due macachi che sarebbero stati operati più volte al cranio e al cervello, sottoposti a impianti e procedure che ne avrebbero compromesso gravemente la vista e le condizioni di vita.
Impiegati in un progetto denominato “Lightup”, sei primati, due dei quali si trovano negli stabulari dall’Università di Torino che conduce la ricerca in collaborazione con l’Università di Parma, sono immobilizzati e destinati a diventare ciechi tramite un intervento chirurgico, sottoposti a test ed esperimenti che provocano loro molto dolore, e quando non serviranno più, saranno sottoposti ad eutanasia.
L’obiettivo? Ricreare un “modello animale” per lo studio delle persone che hanno perso la vista a causa di un danno cerebrale e non per problemi legati all’occhio.
Esperimenti privi di validità scientifica, assolutamente non predittivi per la specie umana, condannano degli esseri innocenti a subire delle sofferenze atroci, quando esistono già da tempo validi modelli alternativi sui cui condurre una vera ricerca scientifica, senza l’uso di animali, metodi impiegati in tante altre parti del mondo ma che, purtroppo, in Italia non ricevono finanziamenti.
La richiesta delle associazioni è rivolta anche al Parlamento Italiano affinché venga colmato quel vuoto normativo che consente agli sperimentatori di acquistare i macachi dall’estero, nonostante ci sia una legge italiana che vieta l’allevamento di questi animali a scopo di sperimentazione.
In Italia, infatti, gli allevamenti di cani, gatti e primati per la sperimentazione animale sono vietati, ma non è vietato acquistarli dall’estero.


