NO ALLA CORTE DI CASSAZIONE CHE CONSIDERA IL PRONTO SOCCORSO AD UN ANIMALE NON PARTICOLARMENTE URGENTE


Voglio porre l'attenzione su questo scritto della Signora C. Di nolo, Presidente dell'Associazione Spees, a cui mi associo completamente non solo come delegata dell'OIPA sezione Napoli, ma proprio come persona.
Questo è l'accaduto: una veterinaria aveva preso una multa per eccesso di velocità, in seguito aveva fatto ricorso e il giudice di pace le aveva dato ragione poichè lei aveva dichiarato che correva in quanto era stata chiamata d'emergenza dalla clinica presso cui lavorava per un cane investito e che doveva essere urgentemente operato (si trattava quindi di pronto soccorso). In seguito la Cassazione è interventuta dichiarando che l'emergenza va considerata solo se in pericolo c'è la vita degli esseri umani, che gli animali non entrano nella categoria di questi diritti.
Con questa sentenza mi sembra di essere tornata indietro di anni, perdendo così molti sforzi e molto lavoro per farli considerare per quello che sono, esseri viventi.

Questo è l'articolo pubblicato sul Mattino, giornale che leggo tutti i giorni, in data 14settembre 2008:

La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del Ministro dell’Interno, ha deciso per il pagamento di una multa, a suo tempo annullato dal Giudice di Pace di Cecina, ai danni una Veterinaria che per portare soccorso a un cane morente, aveva superato i limiti di velocità.
Naturalmente non abbiamo né il titolo né la competenza né… l’ardire di discutere la sentenza dell’alto organo istituzionale, ma contestiamo il principio da cui trae origine la sentenza.
Il “principio” sostiene che "l’esimente dello stato di necessità può essere invocato Esclusivamente se ad essere in pericolo è una persona, un essere umano e non un qualsiasi altro essere vivente, compresi gli animali".
È come dire che la vita di un uomo vale più di quella di un cane. Se il cane potesse decidere per se, di sicuro non sarebbe d’accordo. Il male, quello assoluto è proprio questo.
Qualche ingenuo potrebbe chiedere il perché di questo “privilegio”. La risposta sarebbe la solita, banale e tragica a un tempo: Il più forte schiaccia il più debole e non solo nella giungla.
“La civiltà di un popolo si misura dal rispetto che esso ha per gli animali” (Mahatma Gandhi).
Ci auguriamo che per il futuro gli esimi giudici della Cassazione, in circostanze analoghe mutino orientamento, armonizzando meglio sia con le vigenti norme a tutela degli animali, che con una emergente cultura più matura e consapevole, dove non c’è più spazio per le prevaricazioni e gli assoggettamenti dei più forti verso i più deboli.

Karina Di Nola
Pres. Ass. “Spes”
sede Grumo Nevano
Via Buonarroti n.27