Sabato 28 marzo si è svolta una manifestazione davanti al centro Casteller di Trento, dove l’orso noto come Papillon è detenuto in cattività da diversi anni. L’evento ha riunito attivisti e organizzazioni per la tutela degli animali provenienti da tutta Europa, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla prolungata detenzione dell’animale e promuovere una riflessione più ampia sulla gestione della fauna selvatica.
Papillon è diventato ampiamente noto per i suoi ripetuti tentativi di fuga, spesso interpretati come simbolo del suo istinto di libertà. Secondo le informazioni condivise durante la manifestazione, l’orso non ha mai mostrato comportamenti aggressivi nei confronti dell’uomo, eppure è rimasto confinato per circa sei anni.
Tra i presenti vi era Alleanza S.A.M., lega membro OIPA, rappresentata dalla sua presidente Elena Gianina Popovici, esperta legale in analisi criminologica applicata alla tutela della fauna selvatica, che ha partecipato alla manifestazione anche in rappresentanza di OIPA. La presenza di OIPA è stata esplicitamente riconosciuta durante l’evento, a conferma dell’impegno dell’organizzazione nel promuovere approcci basati su scienza, trasparenza e rispetto per la fauna.
Durante la manifestazione si sono svolti diversi interventi pubblici e sono state presentate lettere aperte rivolte sia alla comunità impegnata nella tutela animale sia alle autorità della Provincia Autonoma di Trento. In particolare, una lettera aperta presentata anche a nome di OIPA ha sollevato rilevanti questioni etiche, scientifiche e giuridiche riguardanti la prolungata detenzione di Papillon presso il Casteller.
Il documento evidenzia possibili incongruenze con la Direttiva Habitat 92/43/CEE, che prevede che la gestione dei grandi carnivori privilegi misure non letali e la prevenzione dei conflitti tra uomo e fauna. Sottolinea inoltre l’assenza di prove che dimostrino un reale pericolo rappresentato dall’animale e richiama la necessità di una maggiore trasparenza nei processi decisionali istituzionali.
In questo contesto, la lettera chiede una valutazione indipendente e trasparente delle condizioni di Papillon, una revisione delle misure di gestione attualmente adottate e la pubblicazione dei dati rilevanti. Viene inoltre presa in considerazione la possibilità di trasferire l’animale in una struttura idonea, qualora non emergano soluzioni compatibili con il suo benessere.
La manifestazione ha riflesso una preoccupazione più ampia riguardo alla gestione dei grandi carnivori in Europa, sottolineando la necessità di politiche basate su evidenze scientifiche, prevenzione e proporzionalità. In questo contesto, OIPA ribadisce l’importanza di garantire che le pratiche di gestione della fauna siano conformi agli standard giuridici europei e ai principi di conservazione e benessere animale.




