Avv. Claudia Taccani

Spesso allo Sportello legale Oipa ci arrivano richieste di chiarimento relative a controversie con il vicinato perché il cane abbaia: come potersi tutelare, se vi sia il pericolo di una denuncia, o una multa o, peggio ancora, se vi sia la possibilità che il quattro zampe sia fatto allontanare da casa.
Facciamo un po’ di chiarezza normativa, tenendo presente che, a prescindere se la legge sia o meno dalla nostra parte, dobbiamo sempre garantire il rispetto della convivenza civica evitando rumori molesti costanti e in orari meno appropriati.

E’ bene sapere, anzitutto, che l’eventuale disturbo di uno o più cani può configurare, secondo il codice civile la responsabilità per le così dette “immissioni” come, per esempio, rumori, bisogni, odori, qualora superano, come prevede la legge, la “normale tollerabilità”.
Ma, attenzione, si è passabili di eventuale responsabilità, solo in caso di accertata intensità e costanza del rumore, nel nostro caso dell’abbaiare e quando questo provoca un disturbo effettivo ai condomini\vicini, i quali hanno l’onere della prova.
Per essere ritenuti responsabili, non basta quindi la generica lamentela del vicino, ma sono necessarie prove certe di un disturbo concreto ed intollerante.

Secondo l’orientamento giurisprudenziale prevalente, non sussiste l’ipotesi del reato di “disturbo alle occupazioni ed al riposo delle persone” qualora sia una singola persona a lamentarsi, ma per disturbare la quiete pubblica, deve esserci la segnalazione di un numero indeterminato di soggetti che denunciano l’accaduto.
Il disturbo deve comunque essere provato con tanto di perizia: controllo quindi da personale tecnicamente competente.
Insomma per il presunto danneggiato, ossia il vicino, la strada non è facile perché l’onere della prova è a suo carico.
La polizia municipale ha la competenza al controllo del rispetto della normativa comunale e, quindi, anche su eventuali rumori intolleranti potendo, in caso di accertamento, irrogare una sanzione pecuniaria.

Insomma, possiamo concludere che “il cane ha diritto di abbaiare”, purchè non venga superata la normale tollerabilità: in tal senso, con recente sentenza, il giudice del Tribunale di Lanciano ha confermato l’orientamento giurisprudenziale prevalente, tenendo conto dell’esigenza naturale del cane che, come nel caso sottoposto al tribunale, vivendo in aperta campagna svolge anche la funzione di tutela della proprietà.
Anche se l’abbaio del nostro cane non ci rende automaticamente responsabili per legge teniamo sempre presente che, un quattro zampe che abbaia frequentemente manifesta un disagio che può essere curato per vivere meglio.

Se il cane abbaia tutto il giorno, è un problema solo per i vicini?

di Alessandra Ferrari, istruttore cinofilo

La risposta è ovviamente no, perché in primo luogo il problema è del cane in questione. Se abbaiare è un sacrosanto diritto del cane perché è uno dei suoi canali di comunicazione, un cane che abbaia costantemente tutto il giorno, o tutta la notte, molto probabilmente sta vivendo uno stato di disagio. In alcuni casi il cane, dopo aver fatto un breve giro dell’isolato per espletare i bisogni fisiologici, viene lasciato solo per tutta la giornata lavorativa del proprietario, circa 8 ore. Per un cucciolo, un cane giovane ed energico, ma anche per un cane adulto, questo tipo di gestione è inadeguata, in quanto il cane non ha la possibilità di soddisfare i suoi bisogni, che non sono, appunto, solo quelli fisiologici, ma anche l’esplorazione, la socializzazione, il gioco ecc. Ecco quindi che il disagio di ritrovarsi soli, annoiati e frustrati, si traduce in lamenti e abbai ripetuti all’infinito.

E’ buona norma per garantire il benessere del cane iniziare la giornata con una lunga passeggiata in cui abbia la possibilità di esplorare, che preveda momenti di gioco con il proprietario e/o con altri cani. Al rientro, per favorire il relax e lasciarlo impegnato in un’attività appagante, uno snack di masticazione o un Kong ripieno saranno il modo migliore per augurargli buona giornata. In altri casi il cane non è ancora abituato a stare da solo, come ad esempio nel caso dei cuccioli, oppure entra in uno stato ansioso quando viene separato dal proprietario, arrivando ad avere veri e propri attacchi di panico che possono sfociare non solo in vocalizzazioni, ma anche in distruttività ed eliminazioni inappropriate (feci e urina in casa). E’ importante che le separazioni vengano introdotte in maniera graduale e che le prime volte il cane venga monitorato (ad esempio utilizzando una webcam) in modo da verificare subito se sopraggiunge uno stato ansioso.

Esiste inoltre la possibilità che il cane, in particolare se lasciato ad esempio solo in giardino, sia sovra stimolato da rumori e passaggio di persone e cani, ai quali risponde con l’abbaio. In questo caso tenere il cane in casa, riparato dalla continua esposizione agli stimoli, può essere il primo passo per la risoluzione del problema.
Le lamentele dei vicini riguardo l’abbaiare continuo del cane non vanno quindi liquidate con superficialità dando per scontato che è normale che il cane abbai, perché potrebbe essere la manifestazione di uno stato di disagio o di un vero e proprio problema comportamentale che, con l’aiuto di un professionista come un veterinario comportamentalista o un istruttore cinofilo, può essere risolto ridando serenità a cane, famiglia e vicinato.