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Art. 544-bis del Codice penale. “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagioni la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni”.  C’è una legge che punisce per il reato di uccisione di animali e come tale va applicata.

Questo chiedevano ieri pomeriggio centinaia di cittadini provenienti da tutta la Calabria che si sono uniti al corteo organizzato da tutte le associazioni animaliste calabresi, tra cui l’OIPA, per stigmatizzare il gravissimo episodio di violenza culminato con la tortura e l’uccisione di un cane randagio cui è stato attribuito il nome di Angelo.

Una folla di persone ha sfilato pacificamente per i vicoli di Sangineto (CS) al grido di “Giustizia per Angelo”, per esprimere lo sdegno e la rabbia nei confronti di un atto lesivo della dignità della vita di un essere senziente che non aveva alcuna colpa per meritare le atrocità che gli sono state inflitte.

Anche il sindaco di Sangineto si è espresso, presenziando per tutta la durata della manifestazione e dichiarando che il comune si costituirà parte civile nel procedimento penale. Non solo in Calabria, ma tutta l’Italia si è unita per ricordare Angelo, un randagio tranquillo e fiducioso, che fino all’ultimo ha scodinzolato ai suoi aguzzini.

Trovi la storia di Angelo alla pagina https://www.oipa.org/italia/cosenza-angelo/