Ravenna, ancora la minaccia delle doppiette nei confronti dei daini della Pineta di Classe. La Regione Emilia Romagna li considera in esubero, perciò al via con il metodo più rapido e, soprattutto, “più redditizio” per le casse pubbliche grazie ai proventi e ai voti garantiti dalla lobby dei cacciatori.

Per “tirare l’acqua al proprio mulino”, il popolo delle doppiette si riunirà un tavolo tecnico insieme alla Regione e agli enti locali agli inizi della prossima settimana, una tavola rotonda alla quale la delegazione dell’OIPA di Ravenna ha chiesto di partecipare insieme a Italia Nostra visto che, “misteriosamente”, sono state escluse di “default”.

Come al solito, i metodi ecologici non vengono neanche contemplati, si parla infatti di “liberare la Pineta di Classe” dalla presenza di circa 233 esemplari, un termine, “liberare”, che è già indicativo di per sé della considerazione della Giunta Regionale nei confronti di questi animali.  Secondo la Regione, infatti, gli ungulati sono “da eradicare” perché in sovrannumero, causano danni agli agricoltori e rappresentano un pericolo per la sicurezza stradale.

Per fortuna, c’è ancora chi si erge indignato in loro difesa, come tanti cittadini che domenica scorsa hanno aderito all’iniziativa organizzata dall’associazione Clama Onlus appendendo dei lenzuoli a balconi e finestre con lo slogan “Lasciate vivere i daini” per chiedere alla Regione di adottare delle misure ecologiche, richieste oltretutto da anni senza alcun riscontro.

Eppure le vie alternative all’uccisione cruenta ci sono e anche diverse, come le  recinzioni delle aree agricole maggiormente a rischio, i cartelli segnaletici, applicazioni gratuite per informare i guidatori sui tratti a maggiore presenza di fauna selvatica e l’installazione di sensori luminosi e dissuasori acustici, apparecchiature che, già applicate in diverse province come Modena, Reggio Emilia, Rimini e Piacenza, hanno dato un esito positivo riducendo a zero gli incidenti con gli animali selvatici.

Per giustificare la carneficina, la Regione adduce la scusa dei numerosi incidenti stradali provocati dalla fauna selvatica, salvo poi contraddirsi quando di fronte alle richieste di realizzazione di attraversamenti verdi per la fauna selvatica, anche con utilizzo di fondi europei (progetto Life),  rifiuta per “problemi gestionali ed economici” sostenendo che gli incidenti stradali sono esigui “l’incidenza percentuale degli incidenti stradali con il coinvolgimento di animali selvatici, che hanno comportato danni alle persone, è veramente esigua sulla base dei dati ISTAT relativi agli ultimi cinque anni”.

Protestiamo allora contro una decisione priva di senso, cruenta e priva di rispetto nei confronti degli animali e della cittadinanza che chiede a gran voce di essere ascoltata.