PROGETTO “IO SALVO UN RANDAGIO”. FACCIAMO “RETE” INTORNO AGLI ANIMALI RANDAGI: ANCHE LORO HANNO DIRITTO A CURE, CIBO E ASSISTENZA SANITARIA.

#iosalvounrandagio

Quante volte vi sarete chiesti il “perché” di fronte al mare di sofferenza cui sono condannati tanti randagi? Cucciolate buttate nei cassonetti dell’immondizia, abbandoni di cani e gatti gravemente malati, tante volte molto anziani, che spesso finiscono brutalmente investiti.

Per chi ha a cuore gli animali e sente vicino il loro dolore, è impossibile non porsi delle domande, così come è impossibile stare fermi, perché di fronte alla fame, alla malattia, alla debolezza di animali che avrebbero tutto il diritto di essere assistiti, non si può rimanere impassibili e in qualche modo ognuno di noi si mobilita come può, c’è chi lo fa in prima persona e chi aiutando a distanza.

La fame, la sete, l’impellenza di lenire un dolore fisico, sono bisogni primari da soddisfare che si scontrano con la lentezza e, tante volte, l’inerzia delle istituzioni, i cui tempi d’intervento spesso sono titanici, ma chi, come i volontari dell’OIPA, si confronta ogni giorno con delle necessità pressanti, non può aspettare. Bisogna agire subito, nell’immediato, soprattutto quando si ha a che fare con animali sofferenti.

Ecco perché in questo scenario, dove gli animali sono considerati ancora all’ultimo gradino di un sistema in cui la collaborazione tra associazioni e istituzioni è frammentaria e occasionale, il peso delle cure degli animali soccorsi ricade quasi esclusivamente sulle spalle dei volontari, un peso che diventa a lungo andare insostenibile, soprattutto laddove il fenomeno del randagismo è ancora una piaga inarrestabile.

Ed è allora per fare rete e creare un progetto condiviso che abbiamo pensato al progetto “Io salvo un randagio”, perché ancora una volta, se vogliamo far valere dei diritti inascoltati, bisogna farsi promotori di iniziative che possano sensibilizzare e smuovere le coscienze.

Obiettivo del progetto è sostenere concretamente i volontari nel garantire la sopravvivenza a tanti randagi con un pasto quotidiano, nel tutelare la loro salute prevenendo le nascite ed eventuali malattie infettive e tumorali con la sterilizzazione, assicurare la basilare profilassi sanitaria (vaccino, sverminazione, antiparassitari) qualora questi servizi essenziali non vengano garantiti dalle ASL veterinarie.

Nel 2020 l’OIPA ha dato in adozione 3.586 animali, ne ha soccorsi e curati 3.672 – 1.503 cani, 1.773 gatti e 396 di altre specie e raccolti 31.290 chili di cibo, secco e umido.

Con il progetto “Io salvo un randagio” possiamo fare molto di più per i randagi di cui nessuno si prende cura. Facendo rete intorno a loro possiamo garantire in modo molto concreto la soddisfazione dei loro bisogni primari, il diritto al cibo e all’assistenza sanitaria di base, diritti che nessuno dovrebbe negare loro e che, invece, non sono mai tutelati e garantiti a sufficienza.

❤ Grazie di cuore ❤

COME SOSTENERE IL PROGETTO “IO SALVO UN RANDAGIO”


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