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Cosa ci fa una calopsitta tutta sola, sperduta nelle campagne modicane? Nel pieno della calura estiva, dei turisti milanesi l’avvistano mentre si aggira disorientata e disidratata alla ricerca di un po’ d’ombra. Con la coda tagliata, però, non può allontanarsi troppo e nel raggio di km e km non c’è nessuno all’orizzonte: sicuro è un abbandono, perciò tentano di prenderla e, nel frattempo, allertano la sezione locale dell’OIPA di Ragusa, che accorre subito sul posto.

Dopo un tentativo di recupero rocambolesco, durante il quale i turisti ricevono delle sonore beccate dal simpaticissimo Paco, così stato battezzato questo bell’esemplare maschio di calopsitta, riescono a metterlo in un trasportino per cani. Riposto in una gabbia per il trasporto in auto, Paco riesce ad aprirla, si mette comodo comodo sulla spalla di Riccardo, il delegato dell’OIPA e, durante il viaggio nasce già una grande amicizia.

Al richiamo del suo nome, Paco alza la cresta e fischia e prende il cibo solo dalle mani di Riccardo. Accudito e protetto, non rischia più di essere messo nuovamente “sul mercato”.
Un esemplare di calopsitta, uccello della famiglia dei Cacatuidi, conosciuta erroneamente come calopsite, costa dai 20 agli 80 euro circa e il taglio della coda o delle ali è ancora una crudele pratica in uso per evitare che possano prendere il volo. A quanto scrivono gli allevatori, si tratta di una moda di animali da compagnia alquanto redditizia per chi decide di allevarli a stecco, come viene detto in gergo l’allevamento a mano sin dalla nascita.

Originario dell’Australia, in natura vive in stormi come la gran parte dei pappagalli e ha un carattere socievole, vivace e curioso, caratteristiche che piacciono molto all’uomo e che, purtroppo, hanno giocato a suo sfavore determinando la diffusione degli allevamenti di questa specie di volatile.
Si affeziona molto a chi lo alleva o alla persona con cui vive abitualmente e impara facilmente a ripetere suoni e a cantare dei motivetti. In natura un esemplare vive in media dai 15 ai 20 anni, ma se vive adeguatamente con una buona alimentazione può arrivare fino a 25-30 anni. Si nutre di semi di piccole dimensioni come il panico, di bacche, frutta e verdura.