I cacciatori, si sa, sono i veri “protettori della natura”, sono “grandi amanti” degli animali, li amano così tanto da arrivare a tingere di rosso sangue le nostre campagne e i nostri boschi durante tutta la stagione invernale.
Ma non contenti della carneficina di cui si vantano di essere i grandi artefici, con tanto di foto che immortalano i loro macabri trofei, il trasporto “passionale” verso il mondo degli animali prosegue anche quando, mettendo giù le doppiette, possono finalmente dedicarsi al loro secondo grande “amore”, ai loro fedeli “servitori”, senza i quali, effettivamente, rischierebbero di perdere una lotta ad armi impari contro chi non può ricorrere a fucili e piombini per difendersi.

Adina, una femmina di razza Kurzhaar ritrovata sperduta in provincia di Campobasso, ha sicuramente avuto “il piacere” di conoscere da vicino uno di quei soggetti squilibrati che da un lato celebrano a gran voce il loro amore spassionato per la natura e gli animali, e dall’altro imbracciano il fucile ogni “santa” domenica e non solo.

Anche se non può raccontarci l’orrore che ha vissuto, schiavizzata e affamata per inseguire delle prede inermi, le terribili condizioni del suo ritrovamento sono più eloquenti di tante parole.

Pelle e ossa, appena 13 kg di peso, Adina è stata gettata via con una crudeltà senza uguali, perché oltre all’abbandono subito, una condanna a morte se non fosse stata subito soccorsa, ha perso anche tutta la sua cucciolata, come era evidente dallo stato delle sue mammelle, pronte per allattare al momento del suo ritrovamento.

Inutili sono state le ricerche dei suoi cuccioli da parte degli Angeli blu di Termoli, di loro non c’era traccia nelle campagne di Guglionesi, comune in cui è stata ritrovata.
Spogliata di tutto, straziata nel corpo e nell’anima, questa giovane cagnolina è stata privata anche della sua prole, il bene più prezioso che ha portato in grembo per mesi e che si era già preparata ad accogliere.

Quando è stata condotta in visita, infatti, il veterinario ha appurato che sui suoi capezzoli non c’erano i graffi tipici della suzione dei piccoli, le mammelle erano molto dure ed è stato necessario somministrarle il galastop, un farmaco necessario per indurre la retrocessione della montata lattea.

Denutrita, molto stressata e ritrovata affetta dalla giardia, ora Adina è in cura e sta assumendo dei ricostituenti per rafforzare il sistema immunitario.

Non appena avrà ripreso un pochino di peso i volontari la porteranno di nuovo in visita per un prelievo del sangue per scongiurare la presenza di leishmaniosi, erlichiosi e rickettsiosi.

Nonostante i tanti cani che accudiscono con tanti sacrifici, i volontari dell’OIPA di Termoli non hanno potuto fare a meno di accogliere anche Adina.
Molto provata dal brutale allontanamento dei suoi piccoli,  non appena ha conosciuto Finn, cucciolo anch’esso abbandonato di recente e prontamente recuperato, l’ha ricoperto di premurose attenzioni, consentendogli di accoccolarsi vicino al suo grembo.

Una scena molto tenera, ma insieme straziante a cui assistere, perché restituisce tutta la violenza e la brutalità con cui è stata negata qualsiasi dignità a questa giovane cagnolina, considerata solo come una “macchina da caccia” e nient’altro.

Del resto cosa ci si può aspettare da individui che quando parlano di un cane, si esprimono solo con freddi termini riferiti agli standard di razza , equiparandolo ad una sorta di “centralina elettronica” o a un “motore a freni”?

Kurzhaar: il più versatile cane da caccia. “Il più diffuso, il più amato, il più versatile, forse il più grande cane da caccia del mondo. Un mix perfetto di bellezza, potenza, agilità e intelligenza al servizio del cacciatore. Classe, forza ed eleganza. Potenza, “motore e freni”, il tutto sottoposto al controllo di una perfetta “centralina elettronica”. È questo il kurzhaar oggi, la perfezione o poco meno del cane da ferma in quanto tale.” (Dal sito https://www.all4shooters.com/)

Info sugli aiuti da offrire e la futura adozione di Adina

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