5 agosto 2019 – E’ molto doloroso dover comunicare che, purtroppo, nonostante i primi miglioramenti del piccolo Babà che avevano dato grande speranza ai volontari dell’OIPA di Chieti, Babà non ce l’ha fatta ed è volato sul ponte dell’arcobaleno. Ringraziamo tutti coloro che sono stati vicini a questo dolcissimo cucciolo, vittima di quell’insana “volontà a tutti costi” di far riprodurre dei cani di razza.

14 giugno 2019 – FRUTTO DI UNA CUCCIOLATA IMPROVVISATA, NON RIESCE NEANCHE A CAMMINARE A CAUSA DEI PROBLEMI GENETICI: BABÀ, CUCCIOLO DI ALANO DI SEI MESI, HA BISOGNO DELL’AIUTO DI TUTTI

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Sono moltissime le critiche che si possono fare al business dell’allevamento dei cani di razza, esseri viventi fatti nascere, cresciuti e svenduti per il solo profitto. Tra le cose criticabili, le deformità e malattie congenite sono forse una delle più inquietanti conseguenze di questa forma di sfruttamento. Non molte persone sanno che non vi è alcuna forma di tutela che sottende alle riproduzioni volte alla creazione di razze con certe caratteristiche: questo comporta che gli accoppiamenti vengano fatti per creare razze con caratteristiche fisiche il cui unico requisito è “essere bello, per vincere premi e mostre”, cosa che permette un maggiore valore economico delle proprie cucciolate. Grande business, che però la maggior parte delle volte genera animali con vere e proprie deformità ormai fissate per sempre nel codice genetico.

Sullo sfondo di questo scenario, c’è anche chi semplicemente prende due cani di razza e inizia ad improvvisarsi allevatore giusto per avere una cucciolata da vendere senza curarsi delle conseguenze per i cuccioli, che in alcune razze più che in altre, è facile che nascano con patologie genetiche che possono compromettere la loro stessa vita.

È quello che è successo a Babà, nato da una cucciolata improvvisata e casalinga, fin da subito è emerso che lui, come altri fratelli, era afflitto da una grave forma di displasia ai gomiti, una patologia congenita che, soprattutto nei cani di mole così grande, può compromettere del tutto anche la deambulazione, oltre che causare dolore. Ma oltre a questo Babà aveva qualcosa di diverso: faticava a tenere la testa dritta.

Dopo soli 3 mesi di vita, iniziando a crescere, ha iniziato non solo a non reggersi sulle zampe a causa della displasia, ma non riusciva più neanche a muoversi o stare in piedi. Proprio per questo i volontari dell’OIPA di Chieti, che hanno deciso di accoglierlo in uno stallo casalingo perché specializzati nella cura degli alani, hanno iniziato ad indagare la possibile causa. Grazie a molte visite specialistiche a Babà è stata diagnosticata la sindrome di Wobbler, rara forma di compressione del midollo spinale con degenerazione progressiva. Questa sindrome, in lui molto marcata, causa una serie di problematiche alla schiena e gravi risvolti neurologici. Nella pratica questo vuol dire che Babà fatica a camminare, prova dolore, soprattutto quando deve alzarsi. Questa malattia non può essere curata, ma può essere tenuta sotto controllo.

La sorte di Babà sarebbe stata la soppressione o una vita di dolore e privazione: grazie agli angeli blu dell’OIPA di Chieti e alle loro cure, invece, Babà ha iniziato a reggersi in piedi e a camminare, anche se con difficoltà. Dovrà seguire tutta la vita una terapia cortisonica e dovrà effettuare ciclicamente fisioterapia in acqua e altre terapie mirate, oltre che seguire una rigida dieta: i risultati di questa cura stanno già dando i loro frutti, ma la strada per arrivare a camminare saldamente sulle zampe è ancora lunga. Per questo gli angeli blu dell’OIPA di Chieti hanno bisogno dell’aiuto di tutti per dare una chance a questo dolce vittima di un sistema malato.

Per informazioni ed aiuti: Nunzia Perrot, delegata OIPA Chieti, Tel. 3920910611, chieti@oipa.org

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