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video tratto dal link: https://www.corsabuoi.org/filmato.html

Continua la battaglia per impedire lo sfruttamento e la violenza nei confronti di buoi e cavalli nella manifestazione molisana e pugliese della corsa delle Carresi. A inizio febbraio il Consiglio Regionale del Molise aveva approvato all’unanimità un provvedimento, voluto dal presidente della Regione Donato Toma, volto a modificare la legge regionale sulle “manifestazioni storico culturali e tutela del benessere animale” il quale, in sintesi, forzava le condizioni di benessere animale per fare in modo che le corse potessero aver luogo con buoi e cavalli.

Tale modifica della legge regionale ha creato scalpore per ragioni di legittimità e formalità, e proprio per questo le associazioni OIPA, LAV e LEIDAA hanno chiesto, e ottenuto, l’impugnazione da parte del Governo di questa legge regionale di fronte alla Corte Costituzionale perché, come evidenziato dalle associazioni, essa viola i principi di costituzionalità.

Se infatti la legge richiedeva che il terreno su cui dovevano correre gli animali dovesse essere “ricoperto da materiale idoneo ad attutire i colpi degli zoccoli degli animali” e impedire lo scivolamento degli animali (che spesso causano incidenti con feriti e anche morte negli spettatori), con il nuovo provvedimento regionale si sarebbe potuto ovviare a ciò per non ben chiare ragioni di “impossibilità o convenienza”, attuando dei “palliativi” non ben specificati e comunque confutati da pareri di veterinari esperti. Questo provvedimento, palesemente in contrasto con quanto stabilito dal Ministero della salute, è una forzatura finalizzata a far realizzare queste corse, senza il minimo interesse nei confronti della sicurezza pubblica e della tutela del benessere degli animali.

La richiesta di impugnazione della legge, da parte delle associazioni, infatti, è stata accompagnata da una serie di relazioni scientifiche che mostrano senza ombra di dubbio che non solo “i bovini non sono animali che hanno nella corsa un comportamento consueto” ma che essa “per loro rappresenta una fatica intensa in quanto è richiesta ad un fisico poco adatto a tale esercizio” e infine che “le situazioni in cui avvengono le corse dei buoi comportano una condizione etologicamente negativa per gli animali conseguente alla presenza della folla, ai rumori alle grida, contesto che genera paura e timore e induce i bovini a cercare di non muoversi mentre sono costretti a correre”.

Questo però sembra non voler fermare queste corse. Non è infatti un caso che sempre il presidente Toma ha stanziato quasi 400mila euro di soldi pubblici per le corse di quest’anno: di fronte a questa ostinazione, cieca e totalmente insensibile alla sofferenza degli animali, sollecitiamo chi non l’avesse ancora fatto a firmare l’appello di protesta già lanciato da OIPA per far sentire alle istituzioni il nostro diniego verso l’uso di questi animali in questa manifestazioni!

Manda anche tu la mail di protesta per fermare questa terribile tradizione!

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Testo della mail:
Egregi Signori,
con la presente esprimo il mio profondo sconcerto e la mia opposizione nei confronti delle carresi (corse con i buoi) che hanno luogo in Molise (Portocannone, San Martino in Pensilis e Ururi) e in Puglia (Chieuti). Prendere a bastonate e percuotere i buoi con i pungoli muniti di aculei metallici non ha niente né di culturale né di storico e non può avere nessun legame con i valori cristiani ed onorare in alcun modo i Santi e la Madonna, ma soprattutto suscita indignazione e riprovazione in tutte le persone che hanno un minimo di sensibilità e questo ha conseguenze negative sull’opinione che hanno della Chiesa, delle due Regioni e del Ministero dei Beni Culturali.


BUOI BASTONATI E PICCHIATI CON PUNGULI CHIODATI IN NOME DI UNA CORSA TRADIZIONALE: MANDA ANCHE TU LA MAIL DI PROTESTA CONTRO LE CARRESI MOLISANE E PUGLIESI

21/02/2019

Tradizione: il ricorso alla “tradizione” è uno dei tanti baluardi che viene usato per giustificare e promuovere manifestazioni ed eventi che celebrano le forme più crudeli, ed incomprensibili, di violenza nei confronti degli animali. Quando concetti come “tradizione”, “valore culturale” subentrano in questi eventi, la violenza (evidente) sembra svanire, offuscata alla vista degli spettatori perché, proprio come gli animali, è sacrificata per soddisfare la sacralità della tradizione.

È quanto accade in tre paesi molisani (Portocannone, San Martino in Pensilis e Ururi) e in uno pugliese (Chieuti) dove, annualmente, si svolgono le cosiddette carresi, corse con i buoi connesse alla celebrazione di alcuni santi: San Giorgio a Chieuti, San Leo a San Martino in Pensilis, del Legno della Croce a Ururi e della Madonna di Costantinopoli a Portocannone.

Inutile dire che per far correre a perdifiato buoi e cavalli i fantini arrivano a bastonarli e colpirli con violenza con bastoni, verghe e pungoli chiodati (dalla cima spunta un aculeo metallico che penetra con forza la pelle degli animali) che, causando del dolore indescrivibile, porta a farli correre a velocità forsennate, su un percorso che, snodandosi tra campagna ed asfalto, arriva a superare i 4 kilometri.

In queste corse, caotiche ed accompagnate da folle di spettatori urlanti, spesso gli animali cadono a terra stremati dalla stanchezza e dal dolore, causando incidenti con gli altri carri e fantini, che possono anche ripercuotersi sugli spettatori, come tragicamente successo nella corsa a Chieuti nel 2018 quando uno spettatore è stato travolto ed ucciso. Ci troviamo di fronte ad un evidente caso di maltrattamento di animali, confermato tra l’altro anche dal sequestro delle stalle effettuato nel 2015 per maltrattamento e per, tra le altre cose, l’uso di medicinali dopanti volti ad ottenere migliori performace degli animali, da parte di coloro che dicono di “amarli”, salvo poi maltrattarli con violenza durante la corsa.

Questa corsa, che calpesta i diritti degli animali e che costituisce un grave problema di sicurezza, non può fare altro che destare stupore e rabbia per chiunque provi un minimo di sensibilità di fronte alla sofferenza di un essere vivente, ma anche per chi dichiara di credere in una carità di tipo cristiano: per questo l’OIPA ha deciso di lanciare una protesta via mail, indirizzata a tutti i sostenitori, politici e religiosi, di questa forma di tradizione che può benissimo essere sostituita da una processione tranquilla ed eticamente rispettosa dei diritti e del benessere di tutti.

Questa protesta è indirizzata a:

1 – Al vescovo Monsignor De Luca (sostenitore delle carresi) e a papa Francesco, affinché capiscano che i Santi e la Madonna non si onorano con la sofferenza degli animali.
email: vati023@genaff.segstat.va
email: curia@termolilarino.it

2 – Al Presidente della Regione Molise, affinché capisca che quelle corse danneggiano l’immagine della Regione, ed al Presidente della Regione Puglia affinchè non venga riconosciuta la corsa di Chieuti come manifestazione durevole di tutela.
email: segreteria.presidenza@regione.molise.it
email: segreteria.presidente@regione.puglia.it

3 – Alla Soprintendenza di Foggia e al Ministero dei Beni culturali, affinché non rilasci il riconoscimento di manifestazione ad alto valore culturale alla corsa di Chieuti.
email: sabap-fg@beniculturali.it
email: ministro.segreteria@beniculturali.it

4 – Al Segretario del Partito Democratico, Maurizio Martina, affinché sappia che l’appoggio alle corse con i pungoli del Consigliere regionale Ficicchia è considerato negativamente.
email: martina_m@camera.it

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