Merce da vendere: ecco cosa sono i cani per chi li alleva per profitto. E un buon prodotto deve soddisfare le esigenze di chi acquista. Poco importa se per ottenere un certo standard estetico (il colore bianco, ad esempio) si arriva a generare cani con deficit genetici. In nome del guadagno sulla vita altrui tanto, si può continuare a fare cucciolate in cui nascono cuccioli con patologie invalidanti, come cecità e sordità dalla nascita. Tanto il prodotto “difettato” o lo si butta o lo si vende “scontato” a chi vuole un cucciolo di razza a poco prezzo. Non importa che fine farà, perché tanto è solo un oggetto che non genererà guadagno.

Questa è l’inizio della storia di Rio e purtroppo non solo la sua. Nato in allevamento, Rio non solo è sordo dalla nascita ma non vede dall’occhio sinistro a causa di una patologia che non ha permesso al bulbo oculare di svilupparsi (microftalmia). Danni genetici dovuti alla selezione artificiale. Nonostante questo nessuno guida Rio a scoprire un mondo senza suoni e sfumato,, né si cerca per lui qualcuno che sia pronto e preparato ad avere un cane con una diversa percezione della realtà. Rio viene invece venduto a una persona che lo lega ad una catena cortissima e gli lascia come unica compagnia un secchio di acqua putrida. Denutrito, solo e spaventato, Rio cresce con la possibilità di muoversi in avanti per al massimo un metro, e inizia quindi a girare su sé stesso e mordersi per lo stress.

Dopo 10 mesi di questa vita Rio è stato avvistato dall’associazione Randagi del Sud, ed è arrivato così dagli angeli blu dell’OIPA Chieti, esperti nella gestione di cani ipovedenti e ipoudenti. Condotto d’urgenza in clinica veterinaria, è risultato gravemente sottopeso, affetto da un’atrofia muscolare causata dalla vita a catena e ormai quasi cieco. La visita oculistica ha diagnosticato infatti due patologie (la terza palpebra e l’entropion) che non sono state curate in tempo e hanno quindi danneggiato l’occhio destro, l’unico funzionante. Ma c’è una speranza: con un delicato intervento, Rio potrebbe tornare a vedere di nuovo.

Sarà un lungo percorso, ma gli angeli blu dell’OIPA di Chieti sono disposti a tutto per farlo tornare a vedere: questo lo potrà aiutare anche da un punto di vista comportamentale ad affrontare un mondo che lo spaventa moltissimo. Rio a causa del maltrattamento subito, infatti, gira su stesso e quando si spaventa arriva a mordersi le zampe, proprio come faceva durante i mesi di catena e solitudine. Ora i volontari dell’OIPA lo stanno aiutando, facendogli allenare l’olfatto e il tatto, guidandolo con amore e pazienza. Tornare a vedere, anche solo da un occhio, sarebbe la sua salvezza.

Per informazioni ed aiuti: Nunzia Perrot, delegata OIPA Chieti, Tel. 3920910611, chieti@oipa.org

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